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Le nuove linee guida AIAC

L’AIAC aggiorna le sue linee-guida all’impianto dei dispositivi cardiaci impiantabili: pacemaker, dispositivi per la resincronizzazione cardiaca, defibrillatori automatici, loop recorder impiantabili. L’edizione 2011, che fa seguito a quella prodotta nel 2006, è stata pubblicata sul Giornale italiano di aritmologia e cardiostimolazione, la rivista ufficiale dell’Associazione destinata a tutti gli aritmologi italiani.

“La nostra idea è di diffonderle in una seconda fase attraverso altre riviste nazionali per raggiungere, oltre ai soci AIAC, tutti i cardiologi e infermieri del territorio nazionale”, commentano Maurizio Lunati, co-chairman del gruppo di lavoro AIAC delle linee-guida, e Maria Grazia Bongiorni, Presidente dell’AIAC.

Cosa è cambiato rispetto all’edizione precedente?

È stata fatta una completa e aggiornatissima revisione del testo, della bibliografia, delle raccomandazioni. Le novità più rilevanti riguardano le nuove indicazioni emergenti nel campo della resincronizzazione cardiaca (CRT), trattamento non farmacologico preziosissimo e di grande efficacia dello scompenso cardiaco, patologia in crescita rilevante , responsabile del 5-10% di tutte le ospedalizzazioni, la più frequente causa di ricovero oltre i 65 anni di età.

Un’altra novità importante è l’aggiunta di un nuovo capitolo, dedicato specificamente all’impianto deiloop recorder, cioè dei registratori holter impiantabili. Questi dispositivi sono in grado di registrare e memorizzare alterazioni del ritmo cardiaco non solo durante l’evento ma anche nel periodo antecedente e successivo ad esso con una duplice modalità di registrazione (manuale ed automatica). Per queste caratteristiche il loop recorder impiantabile è particolarmente utile nei casi di episodi sincopali ad eziologia indeterminata e nei pazienti sintomatici per cardiopalmo con episodi ricorrenti ma non frequenti. Nelle linee guida l’AIAC ricorda che i modelli più recenti di questi dispositivi sono compatibili con gli attuali sistemi di monitoraggio remoto al fine di ottimizzare le risorse, minimizzare i follow-up ambulatoriali e di migliorare la compliance e la qualità di vita dei pazienti. I sistemi di telemonitoraggio permettono di visualizzare in ogni momento i dati attuali e pregressi, rendendo possibile una rilevazione precoce di eventi asintomatici e una diagnosi documentata. Le raccomandazioni aggiornate e raccolte dal gruppo di lavoro dell’Associazione rappresentano un documento importante per una pratica clinica basata sulle prove di efficacia.

Maurizio Lunati sottolinea che una delle difficoltà maggiori è implementare nel lavoro quotidiano le raccomandazioni basate sulle evidenze: è importante fare in modo che le linee-guida non restino un mero documento di carta ma trovino una loro utilità e applicazione. “La mission delle linee-guida è quella di aiutare il medico nella pratica clinica quotidiana, fornendogli supporti scientifici, suggerendogli disponibilità terapeutiche, ma mai forzandolo nella sua scelta o ingabbiandolo all’interno di schemi destinati a limitare la sua autonomia decisionale”, continua Lunati. “Le indicazioni riportate vogliono essere un suggerimento della strada da percorrere e da applicare sulla base della propria esperienza e nella specificità del caso clinico che ci si trova ad affrontare”.

Le raccomandazioni sono elaborate riferendosi a un paziente standard ma devono essere interpretate e applicate tenendo in considerazione l’unicità del paziente e della sua malattia.

Nell’applicazione della linea-guida la figura del paziente è dunque nodale: “Una raccomandazione può essere applicata quando sono soddisfatte le condizioni indicate nelle linee-guida, a patto che il paziente sia adeguatamente informato su eventuali alternative, che il paziente abbia prospettive di vita di qualità adeguata, che non presenti altre condizioni incorreggibili che potrebbero compromettere i benefici attesi, che ci siano le condizioni tecnico operative della struttura non solo per l’impianto ma anche – e soprattutto – per il follow up successivo e l’utilizzo di tutti i benefici del dispositivo”. In sintesi, fare tutto quanto è necessario e al meglio, secondo una pratica clinica basata sulle prove e centrata sul paziente.

“L’AIAC – conclude Maria Grazia Bongiorni – si augura che il lavoro svolto per la realizzazione di queste linee-guida, possa realmente aiutare non solo il cardiologo e l’aritmologo, ma anche l’internista nella scelta della migliore terapia per il loro singolo paziente; tutto questo in un momento storico importante dove sempre più spesso il medico è coinvolto nella gestione della spesa sanitaria, nella valutazione della costo-efficacia e dell’appropriatezza delle terapie utilizzate, rispettando al massimo la centralità del paziente.”

Bibliografia

Lunati M,  Santini M, Bongiorni MG, et al. Linee guida AIAC all’impianto di pacemaker, dispositivi per la resincronizzazione cardiaca, defibrillatori automatici e loop recorder – update 2011. GIAC 2011; 14

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