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Auricola sinistra in pazienti con fibrillazione atriale: la morfologia conta!

Su JACC uno studio multicentrico, frutto della collaborazione tra centri aritmologici italiani ed americani, indaga sulla correlazione tra le diverse morfologie dell’auricola sinistra e il rischio di ictus/TIA nei pazienti con fibrillazione atriale refrattari alla terapia antiaritmica farmacologica.

L’auricola sinistra è una piccola struttura di morfologia variabile, in comunicazione con la cavità atriale sinistra. Si tratta di un residuo embrionale dell’atrio sinistro primordiale che è oggetto di studio e interesse per la gestione dei pazienti con fibrillazione atriale (FA) non valvolare a rischio di eventi tromboembolici. Gli studi autoptici indicano infatti che il 90% dei trombi che causano ictus nei pazienti con fibrillazione atriale risieda proprio all’interno di questa piccola struttura.

Il Journal of the American College of Cardiology di agosto ha pubblicato un interessante lavoro multicentrico che, per la prima volta, ha messo in correlazione la morfologia dell’auricola sinistra, ottenuta tramite risonanza magnetica o tomografia computerizzata, con il rischio di incorrere in un attacco ischemico transitorio (TIA) o in un ictus nei pazienti con fibrillazione atriale. Lo studio evidenzia che la morfologia dell’auricola sinistra potrebbe avere un ruolo nella genesi di eventi tromboembolici e nella gestione della terapia anticoagulante orale nei pazienti con FA a basso rischio tromboembolico.

Lo studio
Lo studio ha preso in esame 932 pazienti con FA refrattaria ai farmaci candidati all’ablazione transcatetere [età = 59 anni + 10 anni; sesso = 79% uomini; indice di massa corporea = 27 + 4 kg/m2; frazione di eiezione = 60 + 7%; 14% con CHADS2 score > 2 ]. Sulla base dell’imaging preprocedura (499 pazienti con tomografia computerizzata e 433 con risonanza magnetica) l’auricola è stata classificata secondo quattro morfologie: Cactus (30%), Chicken Wing (48%), Windsock (19%), and Cauliflower (3%).
Di tutti i pazienti arruolati, 78 (8%) avevano avuto un TIA o stroke prima dell’ablazione. Confrontando le storie cliniche con la tipologia morfologica della LAA è stata riscontra una diversa distribuzione degli eventi tromboembolici pre-ablazione: 35 (12%), 20 (4%) , 19 (10%) e 4 (18%) rispettivamente nei pazienti con morfologia Cactus, Chicken Wing, Windsock, e dei Cauliflower (p < 0.001). Una maggiore prevalenza di eventi di ictus e TIA è risultata nei pazienti con morfologie non-Chicken Wing rispetto ai Chicken Wing (12% vs 4%, p < 0.001). Dal confronto delle caratteristiche cliniche dei pazienti con e senza storia di ictus/TIA è risultato che quelli con morfologia Cactus avevano una maggiore prevalenza di eventi tromboembolici: 44% dei pazienti con ictus/TIA aveva la morfologia Cactus, mentre solo il 28% dei pazienti senza ictus/TIA aveva questa morfologia (p = 0,002). L’analisi multivariata dello score CHADS2, del sesso e della tipologia di fibrillazione atriale ha evidenziato che i pazienti con morfologia Chicken Wing avevano un rischio ridotto del 79% di ictus/TIA (odd ratio: 0,21, 95% confidence interval: 0,05 a 0,91, p = 0,036). In un’altra analisi multivariata è risultato che rispetto ai pazienti con morfologia Chicken Wing quelli con morfologia Cactus avevano avuto una probabilità maggiore di 4,08 volte di avere un ictus o un TIA, quelli con morfologia Windsock di 4,5 volte (p = 0,038) e infine quelli con morfologia Cauliflower di 8,0 volte (p = 0,056). Conclusioni
In sintesi i risultati dello studio evidenziano che i pazienti con morfologia dell’auricola sinistra tipo Chicken Wing sono a minor rischio di ictus/TIA. Importante notare che, nella popolazione esaminata, la Chicken Wing è la morfologia più frequente (48%). I pazienti con le morfologia non Chicken Wing hanno una probabilità significativamente maggiore di eventi embolici, anche dopo il controllo per comorbidità e CHADS2 score. Se confermati – concludono gli autori – questi risultati potrebbero avere un impatto sulla gestione dell’anticoagulazione nei pazienti con fibrillazione atriale, in particolare per i soggetti con un rischio basso intermedio di ictus (CHADS2 tra 0 a 1) per i quali le linee-guida attuali non raccomandano la terapia anticoagulante.

Bibliografia
Di Biase L, Santangeli P, Anselmino M, et al. Does the left atrial appendage morphology correlate with the risk of stroke in patients with atrial fibrillation? JACC 2012; 60: 531-8.

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