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Il ruolo degli atri nella fibrillazione atriale

Sull’European Heart Journal una sottoanalisi di ENGAGE AF-TIMI 48 conclude che la funzione dell’atrio sinistro potrebbe rappresentare un’importante informazione aggiuntiva nella valutazione clinica della fibrillazione atriale.

La fibrillazione atriale aumenta il rischio di ictus, insufficienza cardiaca e anche di morte cardiaca improvvisa, inoltre peggiora la prognosi dei pazienti con fattori di rischio cardiovascolare. Se da un lato si hanno a disposizione delle valide armi per ridurre i rischi associati a quest’aritmia, dall’altro continua ad essere una sfida identificare i pazienti che potrebbero beneficiarne.
Per raffinare la selezione dei pazienti candidati alla terapia anticoagulante e/o alle strategie del controllo del ritmo, potrebbe essere di aiuto capire la relazione che intercorre tra struttura e funzione dell’atrio sinistro, il burden di fibrillazione atriale e il rischio di ictus, commentano gli autori dello studio pubblicato sull’European Heart Journal che aggiunge nuove dati su questa complessa associazione non ancora ben descritta e che ha raccolto risultato contrastanti negli studi ecocardiografici pubblicati in letteratura.

Lo studio
Sono stati esaminati i dati di un sottogruppo di 971 pazienti dello studio ENGAGE AF-TIMI 48 di cui si si disponeva una documentazione ecocardiografica. Il 46% di questi pazienti aveva una diagnosi di fibrillazione atriale permanente, mentre il 33% e il 21% di fibrillazione atriale rispettivamente parossistica e persistente. Circa il 25% dei pazienti con la forma permanente aveva un rischio di ictus con un score CHADS2 compreso tra 4 e 6 a fronte del 18-19% dei pazienti con la forma parossistica o permanente di fibrillazione atriale (P = 0,009).

Le dimensioni dell’atrio sinistro, la frazione di riempimento atriale e la funzione contrattile sono stati messi a confronto a seconda del burden di fibrillazione atriale e del rischio di ictus secondo il punteggio CHADS2. Un ingrandimento dell’atrio sinistro (cioè maggiore o uguale a 29 mL/m2 è stato rilevato in due terzi di tutti i pazienti). Il 55% dei pazienti presentava sia un aumento del volume atriale sia un ridotto riempimento e il 17% aveva valori di struttura e funzione nella norma, mentre il 9% dei pazienti presentava una ridotta frazione di riempimento nonostante le dimensioni dell’atrio rientrassero nella norma e viceversa il 19 % dei pazienti aveva una frazione di riempimento nella norma e dimensioni atriali sopra la norma. Le due caratteristiche strutturali e funzionali dell’atrio prese in esame – dimensioni e frazione di riempimento – sono risultate inversamente proporzionali (R = −0,57, P < 0,001).

Una disfunzione contrattile è stata riscontrata in pazienti in ritmo sinusale al momento dell’esame ecocardiografica, anche in quelli con fibrillazione atriale parossistica, aggiungono gli autori. Infine si è osservato che a un incremento del burden di fibrillazione atriale e del valore dello score CHADS2 aumentava la dimensione dell’atrio sinistro e diminuiva la frazione di riempimento atriale.

Conclusioni
Nell’insieme emerge che nel paziente con fibrillazione atriale la struttura e la funzione atriale si discostano sempre più dalla normalità al crescere del carico elettrico dell’aritmia e anche del rischio di ictus stimato con lo score CHADS2. Nonostante la maggior parte dei pazienti con fibrillazione atriale abbiano un ingrandimento dell’atrio sinistro, questa sottoanalisi ecocardiografica del trial ENGAGE AF-TIMI 48 evidenzia una funzione atriale sinistra compromessa in un numero considerevoli di pazienti con dimensioni normali dell’atrio sinistro e una funzione contrattile anormale – anche in quei pazienti in ritmo sinusale. Questi risultati, concludono gli autori, suggeriscono che lo studio della funzione dell’atrio sinistro potrebbe rappresentare un’importante informazione aggiuntiva nella valutazione clinica del paziente con fibrillazione atriale.

Bibliografia
Gupta DK, Shah AM, Giugliano RP, et al. Left atrial structure and function in atrial fibrillation: ENGAGE AF-TIMI 48. Eur Heart J 2014; 35: 1457-65.

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