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Nuovi algoritmi automatici tra sicurezza ed efficacia

Gli algoritmi automatici per la gestione della stimolazione atriale e ventricolare possono migliorare la longevità dei dispositivi cardiaci impiantabili e la gestione del paziente portatore di pacemaker, riducendo il numero di controlli elettronici e di procedure di sostituzione del generatore. Uno studio recente di Mauro Biffi e collaboratori ha valutato la sicurezza, l’efficacia e l’impatto sulla longevità del dispositivo dei nuovi algoritmi ACC e VCC di Biotronik.

La rapida evoluzione tecnologica che ha coinvolto i dispositivi cardiaci impiantabili nell’ultimo decennio ha portato allo sviluppo di device sempre più precisi, perché dotati di algoritmi che permettono di ottimizzare le funzioni terapeutiche standard, ma anche più longevi, grazie, ad esempio, ad algoritmi automatici per la gestione della stimolazione atriale e ventricolare. Gli studi di caratterizzazione dei trend delle soglie atriali e ventricolari hanno evidenziato minime fluttuazioni circadiane dei valori di soglia e variazioni significative a lungo termine. È stato dimostrato che circa il 13% dei pazienti portatori di pacemaker presenta una soglia di stimolazione del ventricolo destro > 1,5mV/0,4ms e che in più del 2% dei pazienti la soglia è superiore a 3,5mV/0,4ms (1). Precedentemente, Koplan BA e collaboratori (2) hanno dimostrato che il ricorso ad algoritmi di autocattura ventricolare permette di migliorare la longevità del dispositivo del 16%. Uno studio recente di Mauro Biffi et al. (3), pubblicato sulla rivista Europace, ha valutato l’efficacia degli algoritmi Atrial Capture Control (ACC) e Ventricular Capture Control (VCC) di Biotronik in una popolazione non selezionata di pazienti sottoposti ad impianto di pacemaker.

Lo studio

Lo studio ha arruolato 542 pazienti sottoposti ad impianto di pacemaker (n=382) o sostituzione del generatore (n=160). I controlli elettronici del dispositivo sono stati programmati a 1 e 12 mesi dall’impianto. Il VCC è stato efficace nel 97% dei pazienti, indipendentemente dall’indicazione all’impianto e dalle caratteristiche dell’elettrocatetere ventricolare, risultando efficiente, in particolare, in caso di pacing unipolare e sensing bipolare e comunque in caso di configurazioni di pacing/sensing discordanti.

Nessuna delle variabili cliniche o di pacing considerate è stata predittiva del fallimento dell’algoritmo VCC. L’ACC è risultato inefficace nel 9% dei casi e, nello specifico, in pazienti con tachicardia o fibrillazione atriale in corso. Durante il follow-up si è osservata un’ottima correlazione fra longevità prevista al controllo elettronico ad 1 mese e a 12 mesi, con una longevità compresa fra 13 e 16 anni nel 60% dei pazienti ed una mediana di 13 anni.

Conclusioni

Gli algoritmi di controllo della cattura atriale e ventricolare ACC e VCC di Biotronik sono sicuri e possono essere utilizzati nella maggioranza dei pazienti sottoposti ad impianto di pacemaker. La maggiore longevità dei dispositivi, secondaria all’ottimizzazione automatica della stimolazione atriale e ventricolare, permette di ridurre i costi di gestione del dispositivo ed il ricorso a procedure di sostituzione del generatore.

Domenico Giovanni Della Rocca, MD
Dipartimento di Cardiologia, Policlinico “Tor Vergata”, Roma

 

Bibliografia

  1. Boriani G, Rusconi L,Biffi M, et al.Roleofventricular autocapture function in increasing longevity of DDDR pacemakers: a prospective study. Europace 2006;8:216–20.
  2. Koplan BA, Gilligan DM, Nguyen LS, et al. ULTRAStudy Investigators. A randomized trial of the effect of automated ventricular capture on device longevity and threshold measurement in pacemaker patients. Pacing Clin Electrophysiol 2008;31:1467–74.
  3. Biffi M, Bertini M, Saporito D, et al. Automatic management of atrial and ventricular stimulation in a contemporary unselected population of pacemaker recipients: the ESSENTIAL Registry. Europace 2016 Jun 14.

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